Quello che nessuno ti ha mai detto sul poker online! [Parte 3]

Oggi continua la mia rubrica dedicata ai meandri più nascosti del poker online, conoscenze occulte ai più ma che grazie a questa rubrica spero possano aprirvi gli occhi su questo gioco che può regalarci grosse soddisfazioni ma anche grossi dolori. Le volte precedenti abbiamo parlato dell’algoritmo che gestisce la distribuzione delle carte al tavolo e poi abbiamo introdotto concetti come quello della varianza e della variabilità (o volatilità), oggi voglio mettervi una pulce nell’orecchio riguardo il PPL acronimo di Poker Programming Language.

Personalmente sono un programmatore/analista da parecchi anni e sapere che esiste un linguaggio di programmazione per il poker online mi ha fatto venire diversi pensieri che ora vi espongo.

In primis iniziamo con il dire che questo linguaggio di programmazione serve sopratutto per creare dei bot, ovvero dei programmi che simulano l’utenza e quindi giocano al posto nostro, ma cerchiamo di entrare nel merito.

I bot nel poker online, un amara verità

Come abbiamo già detto nei precedenti articoli di questa rubrica l’habitat in cui si svolge un evento influeza il risultato dell’evento stesso e abbiamo detto anche che non ne esiste uno perfetto ma ognuno per sua stessa struttura avrà delle falle.

Una delle più grosse falle dell’habitat “poker online” è il fatto che non si può avere la certezza al 100% di giocare con una persona in carne ed ossa e quindi può capitare di trovarci al tavolo a giocare contro dei programmini (che si stanno evolvendo sempre di più) i quali sono stati creati con il solo scopo di portare profitto all’utente (scorretto) che li ha attivati.

Il gioco non ha più nulla a che vedere con il poker ma diventa una mera sfida a chi ha il robottino più capace. Personalmente non ho mai usato questo tipo di programmini e non intendo farlo in quanto sia nella vittoria che nella sconfitta voglio poter dire di aver deciso io, prendendomi tutte responsabilità del caso.

Mi sono informato in rete e sembra che ad oggi un bot non riesca a battere un umano, ma ovviamente non mi fido neanche dichi afferma queste cose in quanto se le dice per sentito dire mente, e se le dice perchè sà di aver giocato contro un bot allora è un baro, in quanto come fai, tu utente, a sapere aver giocato contro un bot se le stesse poker room fanno difficoltà a beccarli?

Ma vabbè, lasciamo stà poi quelli dei forum, dicono che dico che è tutto rigged…(perdonate il gioco di parole)

Ovviamente non mi sono limitato a leggere le cazzate che scrivono sui forum dunque mi sono andato a vedere se esisteva qualche studio riguardo i poker bot e ho scoperto questi due siti:

http://poker.cs.ualberta.ca/

http://www.computerpokercompetition.org/

Il primo è il sito di un gruppo di studi universitari dell’ Alberta, i quali si adoperano dal 2003 per progettare dei poker bot in grado di competere con l’uomo, metre il secondo sito è una competizione tra i bot dell’università di Alberta e quelli creati dall’università di Pittsburgh.

Il professor Tuomas W. Sandholm coordinatore del progetto nell’università di Pittsburgh ha anche affermato che un buon bot: “…può rivaleggiare con buoni giocatori, ma non con i migliori…” e questa affermazione risale a qualche anno fà dunque è molto probabile che grazie alla nuove scoperte oggi i bot siano in grado di giocare e battere anche ottimi player.

Ma le poker room come si adoperano in tal senso?

Personalmente l’unica poker room sulla quale ho trovato dei disclamer riguardo l’utilizzo di programmi scorretti è PokerStars.it dunque tanto di cappello nei confronti di questa poker room che si adopera per combattere tali scorrettezze dell’utenza e quanto meno non fanno gli gnorri e ammettono la possibilità dell’esisteza di programmi scorretti, della serie noi facciamo di tutto per garantirti la regolarità del gioco ma sappi che ci sono tot programmini che ti potrebbero purgare, qui la lista http://www.pokerstars.it/poker/room/terms/prohibited/ (anche se non l’aggiornano da circa 2 anni).

Nel mentre nascono anche poker room in cui i bot sono ammessi e mi chiedo che diavolo di gusto ci trovino i loro proprietari nel “giocare” in questo modo, ovviamente il gusto che provano è il profitto che gli garantiscono questi programmini ma tutto ciò non è poker ma bensì una sfida tra analisti/programmatori a chi ce l’ha più lungo.

Conclusione

Mi auguro che col passare del tempo tutte le poker room falliscano in quanto se tutti avremo a disposizione tali programmini per giocare, non ha senso giocare e se qualcuno che usa dei bot ai tavoli di poker sta leggendo ora questo articolo mi permetto di darti un consiglio:

“Non romperci i coglioni a noi che vogliamo giocare in modo Onesto, se proprio vuoi dimostrare quanto sei bravo a programmare e a farci i soldi c’è il forex, dove i soldi che girano sono molti di più e dove utilizzare dei bot non è vietato, dunque vai a giocare da un altra parte!”

Nell’articolo di oggi sono stato molto duro ma io credo in un poker nobile basato sull’onestà e sapere che il grinder che tanto odio anzichè stressarsi per massare i suoi 12 tavoli sta usando un tool e magari non sta manco a casa, mi fà rodere e non poco!

Ma tu cosa ne pensi a riguardo? Fammelo sapere nei commenti!

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